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giovedì 18 novembre 2010

LE OMBRE  DELLA NOTTE

Di Lydia Joyce
I ROMANZI MONDADORI N 924 del 11/09/2010


TRAMA:
L’amore ha sempre un lato oscuro
Fern Ashcroft si è appena sposata e già si chiede se quel matrimonio non sia stato il più grande errore della sua vita. Perché se il marito, Colin Radcliffe, sostiene di credere in quell’unione, sembra anche non voler svelare alcuni suoi segreti. Quando poi decide di interrompere la luna di miele a Brighton per portare la moglie nella sua tenuta nel Wrexmere, Fern sospetta che ci sia qualcosa di più di un desiderio di rustica intimità. Ad allarmarla, però, non è tanto la situazione disastrosa in cui versa la proprietà, quanto certi misteri che possono minacciare la loro felicità. E anche le loro vite…
Note:
LE OMBRE DELLA NOTTE ( Shadows of the Night ) è il quinto romanzo della serie “Night”, così chiamata per via della parola che accomuna i titoli originali dei libri che la compongono.
Di questa stessa serie sono stati già pubblicati IL VELO DELLA NOTTE ( The Veil of Night ), LA MUSICA DELLA NOTTE ( The Music of the Night ), IL SUSSURRO DELLA NOTTE ( Whispers of the Night ) e LE VOCI DELLA NOTTE ( Voices of the Night ) – nr. 871, nr. 885, nr. 902 e nr. 911 rispettivamente della collana I Romanzi.
Ambientazione:
Inghilterra, 1865 ( epoca vittoriana )



MIO VOTO: 5 stelle

MIA RECENSIONE :

Che bel libro!
E’ scritto benissimo, non annoia e, con la sfumatura giallo-noir di cui è tinto, è appassionante e attira alla prosecuzione.
 Inoltre è caldo ed appassionato ed originalissimo.

Parte in modo un po’ diverso dagli altri della serie, l’ambiente è luminoso, caldo, soleggiato. Tuttavia, i sentimenti e i comportamenti torbidi dei protagonisti, rendono il tutto opprimente e  claustrofobico.

Già nelle prime pagine, comunque assistiamo ad un cambiamento d’ambiente che riporterà questo libro sul tenore dei precedenti: ci ritroviamo in una brughiera  nebbiosa e afosa. Il castello dove vengono “catapultati” i protagonisti è un capolavoro del gotico: un rudere medioevale umido e cadente (nel vero senso della parola, visto che la notte in cui arrivano,  il tetto crolla quasi sulle loro teste…), teatro di torture, delitti, cattiverie, malvagità angherie e prepotenze, che si sono insinuate nella costruzione, sono penetrate tra le fredde pietre dei muri, impregnando l’ambiente di negatività e rafforzando paurosamente il mistero che vi aleggia.
Creato magnificamente, la lettrice respira l’aria opprimente, umida e afosa, ma, soprattutto, spaventosa, del luogo in cui si trovano i protagonisti, dibattendosi con loro nell’intricato mistero che li circonda, fronteggiando gli “attacchi” degli strani e minacciosi custodi del sinistro maniero, decifrando, con gli indizi raccolti man mano, il mistero delle “carte” , anelando con loro il  liberatorio ritorno a Londra, e, fremendo insieme a loro per la portata delle sensazioni che li investe.


I personaggi creati dalla magica penna di quest’autrice superba, sono due prodotti del loro tempo, che si uniscono nel classico matrimonio “fruttuoso”: aristocratici gretti, limitati, chiusi nella loro gabbia dorata, inconsapevoli di esserlo.

Lui, erede di un visconte, educato fin da piccolo ad essere in futuro un Pari del Regno degno di questo nome, ha sempre studiato e si è sempre impegnato per assumersi appieno le proprie responsabilità, agendo come ci si aspetta da un uomo del suo rango, scegliendo a tempo debito una “sposa adatta”, educata, garbata, ricca  e “all’altezza” del ruolo di viscontessa. Tutta questa “routine”, però, ha reso quest’uomo un automa, non cinico, né perverso, semplicemente incapace di provare qualsiasi tipo si sentimento: una persona che vive passivamente la sua vita.

Lei , una ragazza dall’indole ribelle, che si sente spesso diversa dalla amiche e compagne, ha soffocato la sua intelligenza ed indipendenza perché così doveva essere, per poter sposare un uomo di rango elevato ed essere all’altezza di ricoprire il ruolo di consorte.
Ho trovato significativo il paragone che la madre le porta come esempio di moglie virtuosa: una debole rosa rampicante che ha bisogno di un forte e potente sostegno per crescere, svilupparsi e poter mostrare i propri fiori al mondo… naturalmente, ciò a cui la “donna parassita” dovrebbe “avvinghiarsi” è il consorte… più sarà virtuosa , più “acchiapperà” un sostegno potente che la porterà in alto…
Lei quindi è consapevole ogni istante che deve compiacere in tutto e per tutto il marito, perché il suo dovere è renderlo felice per poterlo essere lei stessa. Ma non le sta bene!
Dopo una deludente prima notte di nozze, si sente il giocattolino sessuale del marito: nessuno le ha mai spiegato niente e il suo primo rapporto è un trauma. Finalmente una ragazza vergine e timorosa che si comporta in modo coerente al suo stato… ero stanca di vergini debuttanti timide, riservate ed  inesperte, che dopo un solo, unico, primo assaggio dell’amore carnale si trasformano in regine del sesso!

L’ originalità della trama, è data dall’evolversi del loro rapporto.
Lei si ribella, non vuole solo essere un bel oggetto nelle mani di un marito insensibile,  e lo fronteggia a testa alta, pronta a sfoderare le unghie e i denti.
Lui, che non si aspetta una tale reazione, dapprima la combatte e tenta di dominarla,  poi scopre lati di lui inaspettati, che sgretolano la maschera che, inconsapevolmente indossa,  si “sottomette”, e  vede risvegliarsi in lui sentimenti e sensazioni che neppure sapeva di possedere.
 Ed attraverso uno strano rapporto ribaltato di dominio-sottomissione, che quasi sfiora il sado-masochistico, assolutamente inedito per me in questo tipo di libri e in questa collana, la loro si fa una storia rovente, appassionata, sensuale, ma anche profonda, appagante, per entrambi.

Insieme dovranno capire come condurre il loro rapporto, che va approfondendosi e si tinge di sfumature sconosciute per entrambi, dovendo , nel contempo, risolvere l’annosa questione della gestione della dimora avita della casata di lui, sua personale competenza dal compimento della maggiore età.

Gestiranno entrambe le questioni con coraggio, passione e cuore, conquistandomi sempre di più, di pagina in pagina.

 Unico neo è il finale, che tronca un po’ la storia, mentre avrei preferito vedere le conseguenze della loro decisione riguardo una questione (che non svelerò neanche sotto tortura) e come la loro storia avrebbe retto alle “luci “ di Londra.

In conclusione, questo libro è torbido e gotico, ma il più scorrevole della serie, è ricco di ritmo e mistero, è sensuale, appassionato ed appassionante e mi sento di definirlo “la ciliegina sulla torta” di una serie originale, ben scritta assolutamente consigliata.

mercoledì 27 ottobre 2010

LE VOCI  DELLA NOTTE

Di Lydia Joyce
I ROMANZI MONDADORI N 911 del 29/05/2010

TRAMA:
“Pericoli, menzogne e desiderio in questo romance sensuale.”
Booklist

Charles Crossham, lord Edgington, ha fatto una scommessa impegnandosi a trasformare una ragazza di strada in una signora. Quando si trova ad assistere all’audizione per un’opera, non ha alcun dubbio: quella Maggie King appena salita sul palcoscenico possiede una forza e una passione travolgenti. È lei la donna sulla quale deve puntare. Ancor più perché presto nasce fra loro un sentimento che coglie entrambi di sorpresa. Sarà abbastanza forte da far dimenticare l’oscuro passato di Maggie?
Note:
LE VOCI DELLA NOTTE ( Voices of the Night ) è il quarto romanzo della serie “Night”, così chiamata per via della parola che accomuna i titoli originali dei libri che la compongono.
La serie, di cui sono stati finora pubblicati IL VELO DELLA NOTTE ( The Veil of Night ), LA MUSICA DELLA NOTTE ( The Music of the Night ) e IL SUSSURRO DELLA NOTTE ( Whispers of the Night ) – nr. 871, nr. 885 e nr. 902 rispettivamente della collana I Romanzi, proseguirà con “Shadows of the Night”, di prossima pubblicazione.
Ambientazione:
Inghilterra, 1864 ( epoca vittoriana )
Recensioni e giudizi:
“Oliver Twist e My Fair Lady si incontrano in questo irresistibile e raffinato romanzo della Joyce.“
- Romantic Times



MIO VOTO: 4 stelle

MIA RECENSIONE :
Quest’autrice continua a stupirmi. E a piacermi.

Un altro cambiamento di scena: questa volta ci ritroviamo catapultati  a Londra, tra bassifondi e residenze di nobili, teatri d’opera e vicoli malfamati.

La protagonista proviene dai bassifondi di Londra, è intelligente, acuta, schietta e nella sua vita ha visto molte cose, forse troppe. E’ povera, ma solo di mezzi: l’ho amata molto, sia per la sua praticità che per il suo altruismo. E’ una persona vera che mi ha conquistata  per la sua storia e la sua voglia di uscire dalla spazzatura, vende “l’anima al diavolo” solo quando è disperata e non sa più come mantenere i suoi amici, che contano su di lei anche se è poco più di una coetanea, ed anche qui dimostra un intuito e una capacità di giudizio fuori dal comune

Il protagonista maschile è un barone, bellissimo, brillante. Inizialmente appare come il solito  libertino annoiato, rivelando, con il procedere della trama , tutt’altre qualità: è impegnato politicamente e con un grande  cuore. Anche questo personaggio non mi è dispiaciuto affatto, anche se , confesso, non mi ha fatto perdere la testa.
Cerca in tutti i modi di scrollarsi di dosso il  retaggio del passato e il significato insostenibile che per lui ha il fatto di essere figlio di suo padre, uomo dissoluto, fedifrago e sfrenato nell’indugio di ogni tipo di  eccessi, come, del resto lo sono stati tutti i suoi antenati.

I protagonisti non sono perfetti ,anzi, ma , forse proprio per questo mi sono piaciuti tanto!
La chimica tra i due è evidente da subito, e si sviluppa in una storia da’more fatta di rispetto comprensione ed altruismo.

Gli ambienti sono nebbiosi , fumosi, sporchi, puzzolenti, e, anche quando sono puliti e scintillanti, sono comunque freddi ed invivibili.
Le descrizioni, come ormai ci si aspetta da questa scrittrice, sono accurate, particolareggiate, ricche, talvolta pesanti e quasi opprimenti, ma lo stile resta  magnetico ed ipnotico, tanto che, pur procedendo faticosamente, è difficile staccarsi da questa lettura.
L’intreccio, più o meno verosimile, è costruito con maestria e risulta accattivante e coinvolgente.


Come per tutti i libri di questa serie, l’oscurità e la torbidezza sono la costante e la linea guida.

L’originalità, però, è nel fatto che questa oscurità, intesa come ipocrisia, ambivalenza, intrighi, sospetti, ma anche crudeltà e violenza, non sia circoscritta ai bassifondi, come ci si potrebbe aspettare,  dove la costante della lotta alla sopravvivenza è una realtà quotidiana e la vita è dura, nel vero senso della parola, ma sia diffusa e radicata anche negli ambienti della nobiltà, sotto altre forme: non ci si deve contendere il cibo, ma la supremazia  e il “territorio”. Le armi sono meno visibili e concrete, ma sono affilate e distruggono le persone: le maldicenze, l’ipocrisia, la vera e propria cattiveria,mascherata da noia e frivolezza,  rendono le persone malsane e gli ambienti soffocanti. Ognuno ha un proprio fine da perseguire e lo insegue con tutti i mezzi, la competizione è altrettanto spietata e molto meno prevedibile. Quasi quasi è meglio vivere nella povertà, dove tutto è ciò che sembra,  ma si può conservare dignità e altruismo…

Insomma,non adatto a chi cerca una lettura di svago, perchè ha un retrogusto amaro che fa riflettere. Un altro libro di spessore che mi fa amare sempre di più questa serie.

domenica 10 ottobre 2010

IL SUSSURRO  DELLA NOTTE

Di Lydia Joyce
I ROMANZI MONDADORI N 902 del 20/03/2010

TRAMA:
Lydia Joyce è davvero da non perdere.”
Lisa Kleypas
Dopo ben quattro stagioni mondane fallite, Alcyone Carter si abbandona a un gesto del tutto imprevedibile: viaggiare fino alle foreste impenetrabili della Romania per sposare uno sconosciuto.
Ma la prima notte di nozze, Dumitru von Severinor, tanto affascinante quanto enigmatico, si rivela ben diverso dall’uomo che sosteneva di essere. Dumitru è infatti custode di temibili segreti che inducono Alcyone alla fuga. Spinto dal desiderio e dall’orgoglio, Dumitru rischia ogni cosa per raggiungerla nel cuore esotico di Istanbul. Dove la passione che hanno condiviso li porterà fino al profondo anche del loro cuore.
Note:
IL SUSSURRO DELLA NOTTE ( Whispers of the Night ) è il terzo romanzo della serie “Night”, così chiamata per via della parola che accomuna i titoli originali dei libri che la compongono.
La serie, che si è aperta con IL VELO DELLA NOTTE ( The Veil of Night ) e LA MUSICA DELLA NOTTE ( The Music of the Night ) – nr. 871 e nr. 885 rispettivamente della collana I Romanzi, proseguirà con “Voices of the Night” e “Shadows of the Night”, di prossima pubblicazione.
Ambientazione:
Romania + Impero Ottomano, 1838 ( epoca vittoriana )



MIO VOTO: 5 Stelle 

RECENSIONE :
Libro decisamente meno gotico dei precedenti, ma avventuroso, ricco, molto più scorrevole e a tratti persino incalzante.

L’autrice è stupefacente nel gestire meravigliosamente bene un altro cambio di ambientazione.
Questa volta ci ritroviamo in Valacchia, tra i monti sperduti di Dracula, e conosciamo un conte che, inizialmente, lo ricorda anche un po’: bellissimo, tenebroso, proprietario di un castello lugubre ed antico.
Il protagonista, poi si rivelerà un’astuta spia,, che si trova a far da cuscinetto in una difficile congiunzione politica e che si destreggia egregiamente in giochi di potere enormi, perseguendo, però,  l’unico scopo di mantenere l’indipendenza e garantire una vita dignitosa a suo popolo. Ho trovato questo personaggio  credibilissimo, seppur complesso e molto sexy: un uomo alpha, ma non  ottuso, intelligente, saggio e forte.

La protagonista, dal canto suo è un’anticoformista, una femminista ante-litteram, ricchissima borghese alla ricerca di un titolo per soddisfare il padre, ma soprattutto di qualcuno che accetti le sue manie e la sua genialità in campo matematico, senza ritenerla un “fenomeno da baraccone”. In realtà, questa donna, è inadatta all’alta società inglese, perché pur essendo bellissima, non è frivola e seducente, come si richiede ad una dama che deve essere puro ornamento per il marito, ma manca anche completamente di senso pratico, necessario per affrontare la realtà in cui si ritrova, per cui faticherà non poco nel suo nuovo ruolo. Favoloso il ritratto di genio della matematica un po’ naif con cui viene presentata.

Fin dal loro primo incontro, tra i protagonisti, si avverte una tensione sensuale e magnetica fortissima, che , come tutti i colpi di fulmine, andrà coltivata con cura per non esplodere.

Non dico di più per non svelare altri particolari sull’evoluzione dei personaggi e sulla loro, travagliata, storia d’amore, psicologicamente approfondita e tratteggiata benissimo.

Voglio però sottolineare che questa , secondo me, è una superba prova d’abilità dell’autrice, soprattutto per la ricerca storica che sicuramente ha dovuto fare in preparazione di questo libro.
Ha, infatti,  spostato il baricentro null’Europa dell’est, fotografandone la complicata situazione politica, ma ancor meglio il passaggio epocale di un popolo che vive nel passato, restio alla modernizzazione, talvolta per pura inerzia.
Anche quando si trovano individui come il nostro Conte, moderni e decisi sostenitori del progresso, educati in occidente e quindi “illuminati”,  per loro non è facile scrollarsi di dosso un retaggio centenario di usi, costumi, cultura con determinati schemi da superare, sia nella società che li circonda , sia dentro loro stessi, che sono comunque frutto della loro storia, tanto che l’unico modo è tenere dentro di sé due mondi contraddittori , ma ben separati , tali  che l’uno non interferisca con l’altro, come dei giocolieri, abilissimi a tenere tutto in equilibrio.

Sicuramente un libro destinato a chi non disdegna ambientazioni originali ed esotiche, intrighi, trame , spionaggio ed avventura, che io ho amato moltissimo!

mercoledì 6 ottobre 2010

LA MUSICA DELLA NOTTE

Di Lydia Joyce
I ROMANZI MONDADORI N 885 del9/11/2009


TRAMA:
“Finalmente il nuovo romanzo di Lydia Joyce.”
Lisa Kleypas

Sarah Connolly ha sempre avuto ben poco dalla vita. Ma ora il destino sembra offrirle la via d’uscita che merita: lasciare i vicoli di Londra per le calli di Venezia, al seguito di una famiglia ricca seppur enigmatica. E l’enigma più grande non si fa attendere: Sebastian Grimsthorpe, lord Wortham, un uomo che si cela nell’ ombra alla ricerca del riscatto da un passato di tradimento e violenza. Sarah è forse la sola donna in grado di comprendere il suo tormento. Di certo, l’unica pronta ad amarlo.
Note:
LA MUSICA DELLA NOTTE ( The Music of the Night ) è il secondo romanzo della serie “Night” così chiamata per via della parola che accomuna i titoli originali dei libri che la compongono.
La serie, che si è aperta con IL VELO DELLA NOTTE ( The Veil of Night ) – nr. 871 della collana I Romanzi, proseguirà con “Whispers of the Night”, “Voices of the Night” e “Shadows of the Night”, di prossima pubblicazione.
Ambientazione:
Italia, Venezia, 1874 ( epoca vittoriana )
Premi e riconoscimenti della critica:
All About Romance DIK ( Desert Isle Keeper )
Recensioni e giudizi:
La Joyce intesse un racconto che è ipnotico ed affascinante. Come la stessa Venezia, è colmo di svolte inattese ed illusioni. Quasi si riesce a sentire la musica che aleggia sui canali mentre figure mascherate danzano, ordiscono complotti, e l’amore riempie gli spazi rimasti vuoti nella trama delle loro esistenze. Cupo, intenso, e con un finale che vi lascerà senza fiato, l’ultimo romanzo gotico di Lydia Joyce lascia il segno.”
- Romantic Times



MIO VOTO: 4 STELLE

MIA RECENSIONE :


Comincio , innanzitutto, chiarendo che non è in alcun modo legato al precedente della serie (Il velo della notte)

Un definizione in tre parole: lento, complesso, torbido..

Ma andiamo per ordine:
La scrittrice è molto brava, su questo non ci sono dubbi: descrive accuratamente i personaggi, la loro psicologia, la loro storia e il loro ambiente.  Li inserisce in un contesto curato, ben caratterizzato storicamente. Ha un dono pericolare di far entrare la lettrice nel mondo che descrive, completamente, facendola immedesimare nei personaggi e nelle situazioni.

La protagonista femminile è tormentata da un’insicurezza , dovuta ad un difetto fisico, che la blocca, non lasciandole manifestare l’intelligenza e la saggezza che possiede.
Il protagonista è un Bad boy redento, almeno in parte, ferito, spinto solo dal rimorso e dalla vendetta che vede come giustizia.
Come da copione, troveranno la realizzazione e la luce in fondo al loro tunnel personale, insieme, mano nella mano.


La scelta dell’ambientazione, in particolare in questo libro,  è azzeccata, seppur insolita: una Venezia decadente, goliardica e godereccia, ma infida, subdola e nebbiosa.
Definirei questo libro lento, ma calmo solo apparentemente, torbido, un po’ come le acque dei canali di Venezia, complesso perché è ricco di personaggi, situazioni, ha un pizzico di mistero e colpi di scena che scandiscono il ritmo.
 E affrontare questa lettura è proprio come cadere nei canali di Venezia: i protagonisti, sembrano poter  riemergere con facilità, poi vengono risucchiati dal fango che , con un caldo e viscoso abbraccio, pian piano pare tirarli giù e volerli soffocare, ma proprio quando sembra proprio che non ci sia più uscita, e quasi si rassegnano, con un ultimo colpo di reni, riescono ad uscirne.
La lettrice viene trascinata inesorabilmente con loro…

Vi pongo una domanda:
siete sicure di avere lo stato d’animo giusto per affrontare tutto questo?
Sicuramente una lettura per chi non cerca svago, ma travaglio morale e fango in cui sguazzare…



martedì 28 settembre 2010


IL VELO DELLA NOTTE

Di Lydia Joyce
I ROMANZI MONDADORI n871 del 3/08/2009


TRAMA:
Alcuni desideri sorgono solo nel buio
Lady Victoria Wakefield è decisa a preservare il buon nome e la reputazione della famiglia. Battaglia persa contro lo scapestrato fratello Jack, il quale ha contratto debiti enormi con lord Byron Stratford, misterioso duca di Raeburn. Un’unica possibilità per Victoria: andare di persona da lord Byron e convincerlo a concedere una proroga dei pagamenti. Ma da un’accoglienza fredda scaturisce una controproposta tanto oltraggiosa quanto irresistibile: che Victoria passi un’intera settimana insieme a lui.
Note:
IL VELO DELLA NOTTE ( The Veil of Night ) è il romanzo d’esordio di Lydia Joyce, ed è il primo libro di quest’autrice ad essere pubblicato da Mondadori.
La serie di cui fa parte - detta serie “Night” dalla parola che accomuna i titoli dei romanzi - proseguirà con “The Music of the Night, “Whispers of the Night”, “Voices of the Night” e “Shadows of the Night”, di prossima pubblicazione nella collana I Romanzi.

Ambientazione:
Inghilterra, 1864 ( epoca vittoriana )
Recensioni e giudizi:
“IL VELO DELLA NOTTE è un romanzo gotico a sfondo storico, ricco di sensualità ed erotismo, con un eroe cupo e misterioso ed una forte eroina capace di tenergli testa. Chiunque abbia nostalgia dei romanzi gotici del passato non dovrebbe perderlo!”
- Karen Harbaugh



MIO VOTO: 5 STELLE


MIA RECENSIONE:
Ottimo libro.
Il primo di quest’autrice che leggo.
L’espediente iniziale,  cioè una bizzarra proposta al limite della “PROPOSTA INDECENTE” , è un buon imput per un libro caldo, sensuale, ma non volgare ,né tanto meno, volgare.
La collana , a mio parere , però , è completamente sbagliata: bisognava inserirlo nei Passione!!

L’introspezione è notevole, molto più di cosa ci si aspetti inizialmente: i personaggi sono molto complessi e molto ben tratteggiati

Lei, Victoria, una donna di ben 32 anni, ormai calata completamente nello ruolo di Vecchia zitella, acida, intelligente, pungente, rigida e attentissima alle regole del Bon-Ton inglese.
Lui, duca , con fama di libertino scapestrato che si è guadagnato sul campo volutamente, perché la gente si soffermasse su questo e non sulla sua malattia rara, ma che lo ha ferito molto dentro, ancor più che fuori.

L’autrice è stata bravissima a destreggiarsi in quest’atmosfera cupa, gotica, ambientando la vicenda in un castello cadente, tanto che quasi sembra di sentire l’odore di muffa.
Inoltre ha scandito la storia  lentamente (in certi passaggi anche troppo) giocando con praticamente due personaggi e poche comparse, arricchendo al vicenda di vivaci dialoghi e profonde riflessioni,  mai noiose

E’ significativo come la Protagonista passi alla formalità pensando al suo ospite, dapprima come strumento per mantenere la rispettabilità(infatti è lì per negoziare sui debiti del fratello), poi come enigma da sciogliere, ancora come affascinante “valvola di sfogo” per la sua passionalità repressa e , quasi senza accorgersene, pensa a lui come il SUO duca, gli rivela parti di lei nascoste a tutti (forse anche a lei stessa), infine lo chiama per nome… piccoli particolari che rivelano quanto questa storia sia stata curata.

Di lui non voglio rivelare nulla, ma le sue ferite sono tangibili, il suo dolore è un grido nel buio, e l’eroina saprà amarlo e confortarlo senza mai compatirlo.


Il tutto si sviluppa in una settimana, che sembra un mese: i protagonisti arrivano a conoscersi molto più di certe coppie sposate da anni, non riuscendo più a fare a mano l’uno dell’altra, tanto è il livello di empatia raggiunto.

E il finale, piovoso e fangoso è un autentico “raggio di sole” che rischiara queste due vite rendendole luminose e gioise.

Romantico, sensuale passionale… insomma impedibile